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Allarme USA: l'Iran pianifica attacchi contro diplomatici americani in Medio Oriente, Europa e Stati Uniti

Foto di JoshuaWoroniecki su Pixabay a cura di Redazione SRN

Un memorandum declassificato dell'Intelligence americana rivela piani iraniani per omicidi mirati contro personale statunitense e alleati, con evacuazioni in corso dalle ambasciate in Medio Oriente.

RS Redazione SRN 25 ottobre 2026 alle ore 01:45

Gli Stati Uniti sono in allerta massima per presunti piani iraniani di omicidi mirati contro personale americano e alleati. Le rivelazioni emergono da un memorandum declassificato, datato 23 ottobre, firmato dal direttore dell'Intelligence (Dni) Jay Clayton e inviato al segretario di Stato Marco Rubio.

Il documento avverte che gli 007 americani hanno ricevuto informazioni indicanti un “aumento sostanziale degli sforzi” da parte dell'Iran per colpire il personale statunitense. I piani letali sarebbero già in “fase avanzata” in Medio Oriente e in altri Paesi. Secondo la CNN, che cita diverse fonti ben informate, gli Stati Uniti stanno accelerando l'evacuazione di alcuni diplomatici e dei loro familiari dalle sedi in Medio Oriente. Queste partenze sono descritte come “frustranti” e “caotiche”, poiché molti erano rientrati da poco dopo precedenti evacuazioni durante il periodo di massima tensione con l'Iran.

Il New York Times, citando fonti anonime, ha aggiunto che nelle ultime settimane sarebbero state valutate minacce specifiche contro funzionari americani, inclusi ambasciatori, e che l'Iran avrebbe identificato potenziali obiettivi in Europa. Gli 007 ritengono addirittura che agenti iraniani siano già attivi sul territorio statunitense.

Tuttavia, altre fonti suggeriscono che questi piani potrebbero essere puramente teorici, poiché Teheran non avrebbe la capacità di colpire così in profondità in territorio americano o europeo. Ad oggi, solo due piani criminosi imputabili all'Iran sono stati registrati in territorio USA: il caso di un cittadino pachistano condannato a marzo per aver progettato, su commissione dei Pasdaran, l'omicidio del presidente Donald Trump e di altri politici americani, e l'accusa nel 2022 contro un membro dei Guardiani per aver voluto assassinare l'allora consigliere della sicurezza John Bolton, come vendetta per l'eliminazione del capo delle forze al Quds Qassem Soleimani in un raid USA a Baghdad due anni prima.

La situazione in Medio Oriente è differente. Washington ha già discretamente ordinato una riduzione del personale nelle sedi diplomatiche di Emirati, Bahrein, Kuwait, Qatar, Giordania, Libano e, più recentemente, Arabia Saudita. Ufficialmente, questa misura è attribuita alla recrudescenza del conflitto tra Riad e i ribelli Houthi, che nelle ultime 24 ore hanno colpito nuovamente l'aeroporto internazionale della capitale saudita. Sono stati attaccati anche gli scali di Damman e Najran, due impianti petroliferi, un oleodotto e una base aerea. I ribelli hanno poi preso di mira Aden, sede del governo filo-saudita. La coalizione guidata da Riad ha risposto con bombardamenti incessanti sulla capitale Sanaa, sul porto strategico di Mocha, che domina il Mar Rosso, e sulla provincia di Hodeida, dove si contano almeno 5 morti.

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