ESTERI Crans-Montana, la Svizzera paga le spese mediche dei ragazzi italiani feriti
ANSA a cura di Redazione SRNIl Consiglio federale ha deciso di annullare la fattura da 1,6 milioni di euro per le cure dei 12 giovani italiani coinvolti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. La premier Meloni esprime soddisfazione, mentre per le famiglie è un'ammissione di colpa.
La Svizzera si farà carico delle spese sanitarie sostenute dagli ospedali elvetici per la cura dei 12 ragazzi italiani feriti nel rogo di Capodanno a Crans-Montana, nel Canton Vallese. La maxi fattura da 1,6 milioni di euro, rimasta per mesi in un cassetto dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali, sarà cancellata. La decisione di "rinunciare a titolo eccezionale al rimborso" è stata presa mercoledì dal Consiglio federale.
Il presidente della Confederazione, Guy Parmelin, ha dichiarato che "il Governo è pienamente cosciente dell'immenso dolore che grava sulle famiglie delle vittime e sulle persone che soffriranno per tutta la vita delle conseguenze delle gravi ferite subite". Parmelin ha informato la premier italiana Giorgia Meloni, che ha accolto la notizia "con grande soddisfazione". La presidente del Consiglio ha ringraziato Parmelin, dicendosi "felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull'Italia".
Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha sottolineato che la decisione del governo svizzero "conferma l'utilità dell'impegno con cui il governo italiano è rimasto e continuerà a rimanere al fianco delle famiglie delle vittime e dei feriti". Soddisfazione è stata espressa anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci. La soluzione era attesa da settimane, dopo che Parmelin e Meloni avevano iniziato a discuterne sei mesi fa, il 4 maggio, a margine di un vertice della Comunità politica europea in Armenia, ripromettendosi di "gestire la questione sul piano bilaterale" dopo un deterioramento dei rapporti tra i due Paesi.
Il caso era scoppiato ad aprile, quando alcune famiglie dei feriti avevano ricevuto salatissime fatture sanitarie. Particolarmente clamorosa è stata la vicenda di Umberto Marcucci, padre di Manfredi, rimasto ustionato nel discobar. Dall'ospedale di Sion gli era arrivato un conto di quasi 72mila euro per sole 15 ore di degenza nel reparto di terapia intensiva, prima che il giovane venisse trasportato in elicottero al Niguarda di Milano. Meloni aveva definito la richiesta "ignobile", e l'ambasciatore italiano Gian Lorenzo Cornado, interprete del muro contro muro tra i due Paesi, aveva annunciato che l'Italia non avrebbe comunque pagato.
L'ex diplomatico, ora in pensione e rappresentante degli italiani coinvolti nella Fondazione Beloved, si è detto "soddisfatto per la decisione". Per mesi, le autorità elvetiche si erano irrigidite su un principio burocratico definito nell'accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l'Ue, che prevede che ogni Paese si faccia carico delle spese sanitarie dei propri cittadini curati all'estero. L'inversione di marcia di Berna si inserisce "in un'ottica di reciprocità ed esprime un gesto di gratitudine della Svizzera per la solidarietà ricevuta" dall'Italia.
Umberto Marcucci ha espresso soddisfazione per "un lavoro diplomatico e politico molto positivo". Per Lorenzo Rubino, padre di Elsa, la ragazza quindicenne di Biella ferita a Capodanno e poi ricoverata a Zurigo, la decisione è "una specie di ammissione di colpa per la Svizzera". Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, e l'assessore al Welfare, Guido Bertolaso, hanno giudicato la rinuncia "una scelta di buonsenso e sensibilità, che va nella direzione da noi auspicata e ribadita con fermezza fin dall'inizio di questa vicenda".
L'avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, sopravvissuta al rogo, ha parlato di "passo positivo e atteso", chiedendo che "siano accertate tutte le responsabilità: le vittime e le loro famiglie attendono risposte e devono poter ricostruire il proprio futuro senza essere lasciate sole".
Nel frattempo, prosegue l'inchiesta penale sulla strage in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Dopo l'interrogatorio di lunedì di Jacques Moretti, proprietario del Constellation, giovedì sono attese le audizioni dei familiari della cameriera Cyanne Panine, morta nel locale in cui lavorava. Il 2 dicembre, i magistrati cantonali hanno programmato un altro interrogatorio in cui sono attesi nuovamente i coniugi Jacques e Jessica Moretti, indagati per omicidio, lesioni e incendio colposi, assieme ad altre 15 persone.
La vicenda di Crans-Montana ha già visto in precedenza sviluppi giudiziari. L'ex sindaco del Comune di Chermignon, ad esempio, è stato nuovamente interrogato il 20 ottobre 2026 nell'ambito dell'indagine. Inoltre, le squadre che hanno operato durante l'emergenza di Capodanno a Crans-Montana hanno ricevuto un riconoscimento nazionale il 26 ottobre 2026 per il loro coraggio e la loro dedizione.