CRONACA Claudio Bottan, da ex detenuto a giornalista iscritto all'Ordine: un precedente che apre nuove prospettive
Immagine generata con l'AI a cura di Redazione SRNClaudio Bottan, vicedirettore del giornale carcerario 'Voci di dentro', è il primo ex detenuto a ottenere l'iscrizione all'Ordine dei giornalisti dell'Abruzzo. La sua storia, segnata da 6 anni di detenzione per reati fallimentari, potrebbe aprire la strada ad altri professionisti con un passato difficile.
Claudio Bottan, vicedirettore di 'Voci di dentro', il periodico scritto dai reclusi nei penitenziari di Lanciano, Chieti e Vasto, ha ricevuto la tessera numero 193505 dall'Ordine dei giornalisti dell'Abruzzo. La notizia, diffusa dallo stesso Bottan con un articolo sul sito del periodico, lo rende il primo ex detenuto a essere iscritto all'Ordine professionale.
L'unico precedente noto è quello di Claudio Lamponi, condannato all'ergastolo, che nel 2024 è entrato a far parte dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia ad honorem. Bottan, in un'intervista a gNews, ha definito la sua iscrizione all'albo una vera e propria battaglia per tutti i detenuti, sostenendo che, una volta saldati i debiti con la giustizia, non dovrebbero esserci ostacoli all'ingresso negli ordini professionali.
«L'abbiamo combattuta io e il mio 'maestro', Francesco Lo Piccolo, presidente e direttore di 'Voci di dentro'», ha raccontato Bottan. Ha poi aggiunto che nelle carceri dove operano si sono formati fisioterapisti e laureati in giurisprudenza e altre discipline, i quali però non potranno mai esercitare. «Ci piace pensare che il mio caso possa aprire nuove prospettive», ha dichiarato.
La legge professionale numero 69 del 1963, all'articolo 31, prevede che un condannato possa iscriversi all'albo «se, vagliate tutte le circostanze e specialmente la condotta del richiedente successivamente alla condanna, ritenga che il medesimo sia meritevole della iscrizione». L'unica preclusione è la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, che impedisce l'iscrizione finché è in corso. Bottan ha specificato di non aver subito tale interdizione, mentre altri redattori reclusi hanno un'interdizione limitata alla durata della pena e quindi al momento non possono iscriversi all'Ordine.
Claudio Bottan è stato condannato a 9 anni complessivi per reati fallimentari, scontandone 6 in carcere. La sua esperienza detentiva è iniziata nel 2016 a Busto Arsizio, in provincia di Varese, dove ha iniziato a collaborare con vocelibera.net, un sito creato da Fabrizio Corona e dal fratello Federico durante la detenzione di Corona nel carcere milanese. Questa collaborazione gli ha permesso di ottenere il permesso previsto dall'articolo 21, che consente di uscire di giorno e rientrare in istituto la sera.
Successivamente, mentre era in misura alternativa, ha lavorato per un service editoriale a Milano. Ha descritto quell'esperienza come fondamentale, nonostante le condizioni di lavoro non ottimali: «Ero quello che aveva bisogno di essere occupato. Ero sottopagato, non avevo alcun tipo di tutela». Bottan ha scontato la sua pena detentiva in diversi penitenziari, tra cui Busto Arsizio, Viterbo e Rebibbia, in provincia di Roma, prima di essere affidato in prova al servizio sociale.
Nel 2022 ha iniziato la collaborazione con 'Voci di dentro', diventandone vicedirettore due anni dopo. Il giornalismo ha intrecciato la vita di Bottan anche sul piano personale: proprio nella ricerca di storie da raccontare ha incontrato Simona, impegnata nella sua lotta contro la sclerosi multipla. «La prima volta che ci siamo incontrati mi ha detto 'non muovo le braccia, non muovo le gambe, però voglio arrivare fino ai piedi dell'Himalaya'. Io le ho proposto un'intervista…che ormai dura da 10 anni», ha raccontato il giornalista, definendo l'attività in 'Voci di dentro' il suo «secondo impegno», dopo quello di prendersi cura della compagna. Bottan e Simona vivono in provincia di Roma.