ESTERI Leone XIV in Sudamerica: il viaggio più lungo
Immagine generata con l'AI a cura di Redazione SRNIl Papa Leone XIV è partito per il Sudamerica, il viaggio più lungo del suo pontificato, nonostante la recente operazione.
Papa Leone XIV è partito oggi per l'America Latina, dando il via al suo settimo viaggio internazionale, che si preannuncia come il più lungo del suo pontificato. In dodici giorni, fino al 17 novembre, il Pontefice visiterà tre Stati: l'Uruguay, l'Argentina e il Perù. Questo viaggio segna anche il suo ritorno nel Paese dove ha vissuto per quasi vent'anni come missionario e vescovo, acquisendo la cittadinanza locale accanto a quella statunitense. Il continente sudamericano rimane uno dei principali bacini del cattolicesimo mondiale, ma è anche teatro di forti tensioni, difficoltà sociali con ripercussioni politiche, ampie sacche di povertà e minacce legate alle risorse naturali e ai mutamenti climatici.
La principale sfida per il Pontefice riguarda la sua salute. Leone XIV ha insistito per compiere il viaggio, nonostante sia stato operato poco più di tre settimane fa, il 13 ottobre, per la rimozione di un adenocarcinoma al polmone destro. Né la durata del viaggio né l'intensità del programma, che include tappe in località a 3400 metri di altitudine come Cusco, in Perù, hanno scoraggiato il Papa, determinato a non deludere una popolazione che lo attende con grande fervore. «Nel momento in cui mi accingo a compiere il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù, affido i desideri di pace e fraternità di quelle popolazioni all'intercessione della Vergine Maria e dei Santi che hanno annunciato loro il Vangelo della carità», ha scritto Leone nel telegramma di saluto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il capo dello Stato, a sua volta, ha risposto al Pontefice che il viaggio «sarà d'ispirazione non solo per gli amici popoli di quel Continente, ma per il mondo intero».
La prima tappa in Uruguay
La prima tappa del viaggio è l'Uruguay, dove il Pontefice arriverà oggi dopo circa 13 ore di volo. Questo Paese, che non è più considerato «la Svizzera del Sudamerica», è anche il più secolarizzato e il meno cattolico del continente. Nonostante le statistiche diffuse dal Vaticano indichino che il 76% della popolazione sia cattolica, in realtà solo un uruguayano su tre si dichiara tale. L'Uruguay è un Paese dove si celebrano pochi matrimoni religiosi e dove persino le festività hanno cambiato nome: il Natale è chiamato Giorno della Famiglia, mentre la Settimana di Pasqua è diventata la Settimana del Turismo. Anche i riferimenti ai santi sono stati progressivamente eliminati dai nomi delle strade.
Eppure, secondo la Chiesa locale, l'attesa per papa Leone è grande e gli eventi in programma hanno registrato il tutto esaurito. Sebbene i numeri siano inferiori a quelli previsti in Argentina e Perù, sono comunque significativi per un Paese in cui la fede è poco praticata. Dopo l'accoglienza ufficiale all'aeroporto internazionale di Montevideo, Leone XIV è atteso stasera alla cerimonia di benvenuto in Plaza Independencia. Seguirà l'incontro con le autorità del Paese, la società civile e il Corpo diplomatico, durante il quale pronuncerà il suo primo discorso del viaggio. Il programma prevede quindi una visita al presidente della Repubblica Yamandù Orsi e, infine, i Vespri con i vescovi e il clero nella Cattedrale dell'Immacolata Concezione.
Non è la prima volta che la salute di Papa Leone XIV è al centro delle cronache: SOS REPORTAGE NEWS aveva già smentito indiscrezioni su presunte cure di immunoterapia, confermando che gli accertamenti medici avevano escluso la necessità di ulteriori terapie oncologiche.