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Le nuove leggi in Svizzera che entrano in vigore il 1° Novenbre 2026

di Redazione SRN

LA DIFFERENZA SVIZZERA: LA SERIETÀ DI UNA LEGGE SI MISURA NELLA SUA APPLICAZIONE

RS Redazione SRN 23 ottobre 2026 alle ore 17:11

2° Editoriale 2026

ESTERO — SVIZZERA

LA DIFFERENZA SVIZZERA: LA SERIETÀ DI UNA LEGGE SI MISURA NELLA SUA APPLICAZIONE

Dati dei passeggeri, cooperazione di polizia, documenti d’identità e salute animale: le novità di novembre invitano a riflettere sul rapporto tra sicurezza, organizzazione e libertà.

Editoriale del dir. Vincenzo Amore

BERNA — La credibilità di uno Stato si riconosce anche dai dettagli: una scadenza comprensibile, un’autorità responsabile, un cittadino informato. Le modifiche normative che accompagneranno l’inizio di novembre in Svizzera offrono uno spunto concreto per riflettere su come si governa una società complessa.

Dal 1° novembre 2026 entreranno in vigore la legge e l’ordinanza sui dati dei passeggeri aerei. L’obiettivo è rafforzare il contrasto al terrorismo e alla criminalità grave attraverso il trattamento delle informazioni di viaggio. Occorre però distinguere l’entrata in vigore delle norme dall’avvio operativo: l’Unità d’informazione sui passeggeri presso fedpol comincerà le attività il 1° febbraio 2027, con un’organizzazione destinata a svilupparsi gradualmente. È una distinzione importante: approvare una legge e renderla concretamente funzionante sono passaggi diversi.

Sempre dal primo novembre entrerà in vigore la nuova ordinanza sulla parte nazionale del Sistema d’informazione Schengen e sull’ufficio SIRENE, nell’ambito della cooperazione tra autorità. Queste disposizioni ricordano che la sicurezza svizzera passa anche dallo scambio internazionale di informazioni.

Qui si pone una questione essenziale dello Stato di diritto: l’efficacia investigativa deve accompagnarsi a limiti chiari nell’impiego dei dati personali. La sicurezza merita strumenti adeguati; il cittadino merita di sapere per quali finalità vengono utilizzate le informazioni che lo riguardano. La qualità delle nuove regole andrà giudicata anche dalla loro applicazione e dai controlli sul loro rispetto.

Per i documenti d’identità, l’ordinanza riveduta entrerà in vigore il primo novembre, mentre dal 2 novembre sarà possibile richiedere la nuova carta biometrica, dotata di un microchip con fotografia del volto e due impronte digitali. Rimarrà disponibile anche la versione senza chip, secondo le esigenze personali. Dalla stessa data il passaporto provvisorio prenderà il nome di “passaporto di emergenza”. Una precisazione utile: le autorità federali hanno annunciato emolumenti invariati rispetto ai documenti corrispondenti attuali.

Anche l’agricoltura affronta un cambiamento concreto. Dal 1° novembre gli allevamenti bovini saranno classificati come “indenni da BVD” o “non indenni da BVD”. Per questi ultimi scatteranno restrizioni al traffico degli animali. La conclusione di una fase transitoria di due anni mostra il valore della preparazione: dare agli operatori il tempo di adeguarsi è parte della responsabilità pubblica.

È questo, a mio giudizio, l’aspetto del metodo svizzero che merita attenzione nel confronto internazionale: accompagnare le decisioni con procedure, tempi e responsabilità riconoscibili. Sarebbe tuttavia superficiale trasformarlo in una superiorità assoluta sul resto del mondo. Gli strumenti sui dati dei passeggeri, per esempio, sono già utilizzati da anni in altri Paesi: in questo campo la Confederazione sta recuperando terreno.

Il confronto utile riguarda allora la distanza tra ciò che la politica annuncia e ciò che l’amministrazione riesce a realizzare. Ogni Paese, Svizzera compresa, dovrebbe misurarsi su questo terreno: chiarezza delle norme, proporzionalità dei controlli, tutela delle persone e risultati verificabili.

Una legge acquista autorevolezza quando il cittadino può comprenderla, l’autorità sa applicarla e i diritti restano protetti. È questa la differenza che vale la pena pretendere, ovunque.

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